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Seconda chance a New York di Monica Cucurnia

Recensione di “Seconda chance a New York” di Monica Cucurnia

Oggi vi parlerò del secondo libro in attivo della scrittrice Monica Cucurnia (Talea è il suo cognome d’arte), un libro ambientato tra le suggestive scogliere irlandesi e la frenetica e caotica New York.

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Narrato in terza persona, la scrittrice ci racconta come il passato, e spesso il destino, ha molta più fantasia di noi, e ci dona delle seconde chance da non poter lasciare andare…

La giovane pittrice, Jenny, durante la sua prima mostra di quadri, incontra a Dublino l’affascinante critico d’arte, Peter. Il quale le chiederà di partire con lui, per realizzare la sua prima mostra d’arte nella grande Mela: New York. Jenny accetta senza esitazioni, vedendo in quella proposta una svolta per sua carriera professionale, ma anche per la sua vita sentimentale. Qui la sua vita va ad intrecciarsi con quella di Anthony. Fermatosi a New York per un convegno, quest’ultimo, si imbatte nella mostra di quadri di Jenny, dove riconosce le scogliere irlandesi, Cliff of Moher, rievocando un sentimento ancora vivo in lui, per un amore ormai lontano e perduto. Per un caso fortuito, scopre grazie alla madre Linda, che quell’uomo distinto, in realtà, è suo padre. Linda, inizialmente, non vuole essere coinvolta dall’entusiasmo della figlia per aver ritrovato quella persona così importante per lei, ma alla fine cede proprio per il bene di Jenny.

L’amore perduto e ritrovato …e anche trovato, direi, è il fulcro del libro “Seconda chance a New York”, avevo molte aspettative, che in realtà mi hanno lasciata un po’ spiazzata. Scritto in maniera molto raffinata, ma anche molto scarna nei contenuti. Liquida, in una manciata di parole, sei se non ricordo male, la scena del primo bacio tra Jenny e Peter, così da non trasmettere al lettore nessun tipo d vera emozione, non avendo il tempo di raffigurare nella nostra mente l’intera scena, che si sa, a noi lettrici l’amore e la passione piace tanto!

Ho avuto difficoltà a capire bene i veri protagonisti del libro, perché s’intrecciano diverse storie, e spesso intrecciando anche i discorsi, molto sintetici pur affrontando tematiche molto importanti. Di per sé la storia poteva dare molto, perché è ricca di contenuti importanti, ma strutturalmente viene sviluppata con molta superficialità, senza dare al lettore, il vero entusiasmo e la passione che tiene incollati ad ogni parola.